
Questa mattina, mentre a Torino era in corso il presidio fuori dal tribunale, anche a Padova abbiamo voluto ribadire che il 19 maggio 2009 dietro quello scudo c’eravamo tutti e tutte. Sui muri delle facoltà di Scienze Politiche, di Lettere e Filosofia, del Bo' e a Porta Portello sono stati appesi gli striscioni contro il processo Rewind, “in occasione” della prima udienza che si stava svolgendo a Torino. Di seguito il comunicato:
Il 6 luglio 2009 la procura di Torino, capitanata dal solerte procuratore generale Giancarlo Caselli, con l'operazione denominata "Rewind", ordina 21 mandati di carcerazione a carico di attivisti dell'onda studentesca di varie città italiane: Napoli, Padova, Venezia, Bologna e Torino.
Nel corso dell'inchiesta nell'autunno del 2009, si aggiungeranno all'elenco indagati altri attivisti padovani, torinesi, bolognesi e genovesi tutt'ora sottoposti a misure restrittive della libertà.
Ciò che viene loro imputato e' di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio 2009 a Torino contro il G8 University Summit e agli scontri con le forze dell'ordine che presidiavano la zona rossa del vertice.
Ma in quella giornata eravamo in più di 10.000 tra studenti, dottorandi e precari dell'università a prendere la parola pubblicamente con un grande corteo per esprimere -ancora una volta dopo le mobilitazioni dell'autunno- la nostra indisponibilità al processo di dismissione dell'università pubblica.