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Dicotomia


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''Si conferma che le manifestazioni strumentali basate sulle menzogne hanno raccolto la partecipazione di minoranze faziose e disinformate mentre gli studenti sostengono la politica del centrodestra, che proprio in questi giorni sta varando nuove norme con l'aumento delle risorse per le borse di studio e per l'edilizia universitaria. I risultati della Sapienza sono indiscutibili. L'Onda non esiste. Ne tengano conto coloro che hanno aizzato violenza nelle piazze uscendo anche dal Parlamento con il megafono in mano per esortare i ragazzi alla rivolta. La vera politica riformista per i giovani e' quella attuata dal centrodestra e quella che ha vinto alla Sapienza. L'oscurantismo al servizio dei potentati baronali della sinistra viene sconfessato dalla libera volontà dei ragazzi italiani.” (Maurizio Gasparri )

Riassumiamo. Secondo il capogruppo del PdL al Senato Maurizio Gasparri gli studenti che hanno protestato contro le riforme sull’istruzione negli ultimi mesi e che continuano a farlo ancora oggi sarebbero: faziosi, disinformati, nemici della libertà, promotori del terrore, militanti nel centrosinistra, aizzati dal centrosinistra e da professori criminali, tutti iscritti a La Sapienza di Roma. Raccogliendo poi qua e là altri complimenti possiamo vedere che questi studenti sarebbero anche: fascisti (Luigi Frati, Rettore de La Sapienza), difensori dei privilegi e delle baronie (Gaetano Quagliarello), terroristi (Berlusconi e altri).

Il fatto che queste affermazioni si lascino benissimo commentare da sole mi sgrava dall’ingrato e tedioso compito di spiegare, per esempio, cosa vuol dire “fascista” a Frati, cosa vuol dire “liberta” al Popolo delle Libertà, che il terrore non lo fanno i manifestanti bensì il governo con i suoi comunicati ecc.. Approfitterò di questo tempo guadagnato per passare ad un paio di considerazioni sugli avvenimenti successi alla Sapienza negli ultimi giorni.

 

 

Una prima considerazione riguarda l’elezione dei rappresentanti degli studenti al Consiglio di Amministrazione e al Senato Accademico della Sapienza. Secondo dati non ancora ufficializzati, al Senato Accademico quattro seggi su cinque sarebbero stati assegnati a rappresentanti di liste vicine al centrodestra. Il seggio restante se lo sarebbe accaparrato invece una lista affiliata ai cattolici del PD. La stessa ripartizione dovrebbe mantenersi anche nel CdA, con un seggio aggiuntivo assegnato ai collettivi. Si sono espressi il 10,6% degli studenti, pari a 13.348 votanti. Forti di questi risultati, gli esponenti del centrodestra, primo fra tutti Gasparri, si sono sentiti in diritto di festeggiare a gran voce la sconfitta dei movimenti studenteschi insorti per protestare contro la L. 133 ormai due mesi fa e ad affermare che “l’Onda Anomala” in verità non esiste, è solo un’esigua minoranza di studenti facinorosi.

Non andrò a sindacare sul fatto che i votanti sono appena il 10%, che gli studenti che fanno parte dell’Onda hanno disertato in massa le votazioni, che le preferenze di tredicimila studenti di Roma non sono automaticamente quelle degli altri universitari d’Italia, che la vittoria di certe liste vicine al centrodestra non è esattamente una vittoria del centrodestra ecc. ecc.. Porrò semplicemente una domanda: come spiegare a questi Onorevoli, deputati , senatori e agli italiani che a noi del risultato di queste elezioni non ce ne frega niente? Certo, non ci sono dubbi che una rappresentanza ufficiale dell’Onda nel Senato Accademico dell’Università più grande d’Italia non sarebbe stata vista come qualcosa di negativo, anzi, avrebbe potuto portare le nostre considerazioni all’interno di un dialogo formale con le alte sfere.

Ma se c’è una caratteristica fondamentale di questo movimento è proprio quella di sfuggire ad ogni tentativo di essere definita entro un rozzo, antiquato e anti-democratico sistema dicotomico sinistra-destra. E, a mio avviso, questa rappresenta la paura più grande di chi ci governa: il pericolo che viene da chi ragiona fuori dagli schemi precostituiti, il pericolo di chi cerca di pensare liberamente, il pericolo di chi si sforza di bucare la membrana di superficialità che avvolge come cellofan le nostre città, il pericolo di chi esce dai bi-nari della normalità e della normalizzazione. Un esempio tra i tanti: Luigi Frati ha spiegato ai giornalisti che aveva “chiesto agli studenti che si riconoscono nell'Onda di venire a parlare all'inaugurazione (dell’anno accademico, nota mia). Mi hanno detto che non erano in grado di indicare una persona”. Conseguenza logica: c’è "una crisi di leadership all'interno dell'Onda". E’ ovvio che un movimento senza un leader non è ancora concepibile nella mentalità del sistema di potere odierno.

Da questo punto di vista, le volgarissime considerazioni di Gasparri appaiono semplicemente per quel che sono: volgarità pronunciate da un uomo che raramente si dimostra non volgare. L’Onda deve temerle tanto quanto degli spruzzi di fango sulle scarpe.


La mia seconda considerazione in verità è solo uno sfizio che vorrei togliermi. Vorrei ricordare a Gasparri e al resto dei cervelloni che hanno partorito le riforme per l’istruzione che c’è chi ancora non ha ben chiaro perché la lotta alle baronie, agli sprechi, alla mala-istruzione, al precariato e al sotto-remunerazione dei ricercatori ecc. ecc. debba comportare necessariamente un taglio all’FFO. Inoltre, non si capisce ancora perché l’Italia debba tagliare i fondi pubblici alla ricerca con la scusa della crisi economica, in netta controtendenza col resto d’Europa, dove invece si ha ben chiaro il ruolo fondamentale di questo settore nella ripresa e nello sviluppo economico di un paese.

Forse siamo stupidi noi. O forse no.

 

(Riccardo.ing)

 

 

 

 

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