Speciale: i fatti, le foto, gli approfondimenti

La manifestazione prende forma nella chiave del rilancio in grande stile delle mobilitazioni in tutta Italia. Un grande ritrovo dove studenti e ricercatori precari rispediscano al mittente la riforma voluta dal Ministro Gelmini. Si chiede un'Università debaronalizzata, deprecarizzata, svecchiata, mentre qui i testi del decreto "al ribasso" (ossia, senza portafoglio) si muovono su binari che portano nella direzione opposta.
Gli studenti pianificano un grande corteo che parta da Piazzale Aldo Moro per raggiungere Viale Trastevere e il Ministero della Pubblica Istruzione e ottengono l'autorizzazione della questura a proseguire lungo il tragitto scelto. Giovedì 10 Novembre il sindaco Alemanno annulla tutte le autorizzazioni.
L'onda non ci sta. La risposta è immediata: il corteo si farà. E venerdì, a difendere Via Nazionale e la strada per il Ministero, ci sono centinaia di poliziotti, decine di volanti: gli studenti e i ricercatori che tentano di passare il blocco ricevono manganellate e vengono respinti con forza. E così, nasce la decisione spontanea e sentita da tutti i manifestanti di riprendersi la città. Il corteo prosegue per via Giuseppe Romita, poi per via Pastrengo e il blocco improvvisato dalle forze di polizia non può nulla contro la determinazione di un'onda incazzata: la strada per arrivare al Ministero dell'Economia è aperta e in un battibaleno, la contestazione raggiunge Viale XX Settembre.
Viene criticato duramente il Ministro Tremonti e tutto il Ministero. Nel frattempo, la FLC/CGIL raggiunge Piazza del Popolo e lancia un segnale di forte solidarietà agli studenti "hanno dato manganellate agli studenti. E' un fatto gravissimo come lo è altrettanto la scelta di aver evitato ai ragazzi di andare al MIUR". "Agli studenti - ha aggiunto - va tutto il nostro sostegno. La manifestazione era stata autorizzata fino al MIUR e poi, per motivi incomprensibili, è stato deciso di vietarla. Non riusciamo a comprenderne davvero le ragioni. " (Pantaleo).
È stata rivendicata la libertà di manifestare, nelle modalità e nei tempi concordati, con autorizzazioni che non possono essere revocate il giorno prima. È stato ribadito che la polizia non è una risposta alle manifestazioni, che le risposte vere bisogna darle ascoltando, dialogando, asservendo le richieste di studenti e ricercatori precari. Venerdì 11 Dicembre è stato un grande giorno, pieno di sole, in cui l'ombra gettata dai corpi di chi manifestava è caduta sul sindaco di Roma Alemanno e sul Ministro della Pubblica Istruzione.
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Per approfondire:
Il percorso della manifestazione:
In blu, il percorso di FLC/CGIL
In rosso, il percorso di studenti e precari
In nero, il percorso previsto














raggiungere Roma senza il loro aiuto e la loro collaborazione. Ecco, forse
l'autista era un tantinello eh ehm rigido ma vabbè, dai, ci siamo divertiti cmq
anche durante il viaggio.