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Il Manuale del Rettore "virtuoso" - I rischi della meritocrazia "all’italiana" nell’Università

Articolo inviato al sito uniriot.org dal Prof. Ing. Michele Ciavarella.(Riceviamo e Pubblichiamo) In questo breve articolo, cercherò di delineare cosa...

Università. Sigle della docenza criticano DDL

(da unimagazine.it) Le soluzioni proposte dal ddl governativo sull'università "non consentono il rilancio dell'Università pubblica come istituzione strategica per...

Il Paese che taglia la lingua

Mesi fa mi trovavo in una scuola di italiano per richiedenti asilo. Ad un certo punto mi appare davanti un...

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Perche' e' chiusa la mensa Marzolo?
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Gli studenti austriaci hanno preparato un flyer che evidenzia le pratiche da seguire nel caso che durante la manifestazione ci fossero problemi con la polizia locale. Alla grande manifestazione europea che si terra' a Vienna il giorno 11 Marzo 2010 partecipera' una delegazione che partira' mercoledi' da Padova per andare a Vienna insieme agli studenti che per l'occasione convergeranno li' da tutt'Italia. (continua...)
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Dallo scorso lunedì, 6 telecamere sorvegliano gli spazi circostanti la sede della nostra facoltà: occhi di plastica puntati sui nostri movimenti in questa piazza che da anni come studenti attraversiamo durante il giorno con la nostra presenza... e che di notte è vuota e silenziosa.

Certo, niente di strano in una città che ha come suo cavallo di battaglia la fantomatica emergenza sicurezza. L'università che di questa città è il fiore all'occhiello non poteva certo essere da meno, ed ecco che anche il Liviano si dota di rassicuranti occhi elettronici. Il probelma forse sono le scritte sui muri? Quale occasione migliore allora per assecondare il delirio mass-mediatico!

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Questa mattina, mentre a Torino era in corso il presidio fuori dal tribunale, anche a Padova abbiamo voluto ribadire che il 19 maggio 2009 dietro quello scudo c’eravamo tutti e tutte. Sui muri delle facoltà di Scienze Politiche, di Lettere e Filosofia, del Bo' e a Porta Portello sono stati appesi gli striscioni contro il processo Rewind, “in occasione” della prima udienza che si stava svolgendo a Torino. Di seguito il comunicato:

Il 6 luglio 2009 la procura di Torino, capitanata dal solerte procuratore generale Giancarlo Caselli, con l'operazione denominata "Rewind", ordina 21 mandati di carcerazione a carico di attivisti dell'onda studentesca di varie città italiane: Napoli, Padova, Venezia, Bologna e Torino.

Nel corso dell'inchiesta nell'autunno del 2009, si aggiungeranno all'elenco indagati altri attivisti padovani, torinesi, bolognesi e genovesi tutt'ora sottoposti a misure restrittive della libertà.

Ciò che viene loro imputato e' di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio 2009 a Torino contro il G8 University Summit e agli scontri con le forze dell'ordine che presidiavano la zona rossa del vertice.

Ma in quella giornata eravamo in più di 10.000 tra studenti, dottorandi e precari dell'università a prendere la parola pubblicamente con un grande corteo per esprimere -ancora una volta dopo le mobilitazioni dell'autunno- la nostra indisponibilità al processo di dismissione dell'università pubblica.

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Articolo inviato al sito uniriot.org dal Prof. Ing. Michele Ciavarella.

(Riceviamo e Pubblichiamo) In questo breve articolo, cercherò di delineare cosa dovrebbe fare, alla luce di dati oggettivi e un approccio scientifico e solo “eticamente” sleale, cui forse si vedrà costretto a ricorrere, un Rettore di una Università italiana, per seguire alla lettera la “competizione” lanciata dai parametri indicati dalle normative in vigore per le Università “Virtuose”. La saggezza popolare dice che, a volte, “il meglio è nemico del bene”.

I processi di riforma in "senso europeo" dell’Università cominciati dieci anni fa (il processo “Bologna”), con l’intento di “allineare” i nostri laureati ai parametri medi europei, ridurre il ritardo nell’età media alla laurea e la bassa percentuale dei laureati (circa la metà della media dei paesi OECD), partorirono la Riforma “3+2” DM 509 del 1999 (Laurea Breve più Laurea Specialistica). I risultati, a fronte di molto dispendio di energie, sono modesti: i laureati che completano il ciclo di cinque anni, ossia il 60% dei laureati triennali, sono aumentati solo del 20% .

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Siamo gli studenti dell'Università di Padova che si sono riuniti dopo il varo della legge 133. Noi ci battiamo perché all'Università vengano assegnate più risorse e con criteri di maggiore trasparenza, in modo da far proseguire e progredire la Didattica e la Ricerca Italiane in un sistema dove il Sapere sia pubblico, competitivo ed aperto a tutti. Puoi proporci in ogni momento articoli, eventi e immagini, collaborare con noi: visita la redazione per saperne di più.
 

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