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Spazio di facoltà - Lettere e Filosofia

Chiediamo crediti a lettere


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Oggi 28 aprile, in occaisone del consiglio di facoltà abbiamo presentato e distribuito a tutti i membri del consiglio il seguente documento, con la speranza, come si legge qui sotto, di avere riconoscimenti e crediti per le nostre attività.

Documento al consiglio di facoltà

Come studenti della Facoltà in mobilitazione da ottobre contro i tagli delle riforma Gelmini-Tremonti, consapevoli di essere soggetti attivi all’interno dell’Università, abbiamo cominciato a creare percorsi di riflessione in grado, anche autonomamente, di produrre un’attività formativa che vada a integrare l’offerta della didattica con il nostro modo di vivere il presente, analizzando temi da noi scelti e problematiche da noi riscontrate.

Autoformazione quindi, come possibilità di integrazione delle attività didattiche, come spazio per ricreare il rapporto dialogico tra chi sa e chi impara, in un ambiente, quello universitario, dove siamo tutti lavoratori della conoscenza e quindi tutti in grado di creare pensiero e di metterlo a confronto.

Abbiamo costruito all’interno della Facoltà dei percorsi di ragionamento, in forma di incontri seminariali, volti ad una comprensione critica del reale.

Il primo ciclo di seminari da noi organizzato in collaborazione con i ragazzi della Facoltà di Scienze Politiche, “Ai confini della costituzione”, ha visto come protagonista dei nostri dibattiti l’analisi della carta costituente nei suoi nodi più attuali (lavoro, Europa, immigrazione, crisi della democrazia); a questi seminari hanno partecipato importanti ospiti da diversi atenei d’Italia con cotributi di grande valore culturale e scientifico.
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Saperi e Immaginari


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Ciclo di incontri di autoformazione su saperi e immaginari: riflessioni preliminari

Nei mesi di ottobre e novembre, un’onda scuote l’Italia: centinaia di migliaia di persone si mobilitano in difesa del mondo della formazione, decine di università e scuole superiori vengono occupate, perfino i genitori scendono in piazza a fianco dei loro figli contro l’ultimo inaccettabile attacco alla scuola pubblica. In continue e affollatissime assemblee il movimento prende coscienza di se stesso e comincia a interrogarsi e a interrogare la società stessa sulle contraddizioni che la muovono. Di contro le istituzioni non accolgono nessuna delle richieste avanzate dal movimento e mantengono il loro atteggiamento di totale chiusura servendosi del monolitico discorso mediatico, che fornisce la legittimazione alla militarizzazione e alla repressione di qualsiasi forma di dissenso.

È in questo contesto che, come studenti di lettere in mobilitazione, abbiamo cominciato ad interrogarci su quale ruolo la letteratura possa ricoprire oggi, o meglio, su come la letteratura, con la sua forza mitopoietica(cioè la sua capacità di creare storie), possa oggi fornirci gli strumenti per una comprensione critica della realtà e al contempo farsi creatrice di immaginari alternativi, di altrove possibili.

Ogni giorno giornali e televisioni creano storie, ponendosi a intermediari tra noi e la realtà.

Ogni giorno giornali e televisioni creano un immaginario che rischiamo di subire, un immaginario che inevitabilmente e subconsciamente modifica il nostro modo di agire, capire, leggere e definire la realtà.

L’unica alternativa per non subire una storia è raccontare altre storie.” E raccontarle da punti di vista diversi.

Con queste parole si chiude uno dei saggi dei Wu Ming sulla nuova epica italiana, saggi che abbiamo accolto con entusiasmo perché, nutrendo una rinnovata fiducia nell’arte del narrare e dello scrivere, sono i primi a problematizzare oggi una possibile nuova etica nel mestiere dello scrivere, visto come pratica di resistenza di fronte ad un pensiero unico sempre più ingombrante e asfissiante. A partire da questo contributo abbiamo deciso di aprire un dibattito con gli scrittori stessi.

“È importante notare che la lotta per la sopravvivenza non è realmente separabile dalla vita culturale della fantasia. Fa parte di
essa. La fantasia è ciò che ci consente di immaginare noi stessi
e gli altri in maniera diversa. Essa fa sì che il possibile ecceda
il reale, indicandoci un altrove e, qualora sia incarnato, conduce
l’altrove a casa” (Judith Butler 2006).

Martedì alle 18 in aula vetrina si terrà un incontro per costurire il ciclo di seminari: definiremo gli autori da invitare, stabilendo bbliografia di riferimento e periodo di sviluppo del ciclo.

Si invitano tutti gli studenti interessati.

 

INFERNO GAZA


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Giovedì 12 ore 21:00 aula vetrina


INFERNO GAZA
storia di una guerra quotidiana

Dibattito in vetrina
con VINCENZO PACE
Docente di Sociologia della Religione
presso l'Università di Padova

proiezione del film:
VALZER CON BASHIR



per organizzare la vetrina appuntamento alle 19:00
 

I celerini controllano i biglietti


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Riguardo allo sciopero generale della Cgil del 12 dicembre 2008 a Mestre, copio e ingollo da "logos" , il blog della mia facoltà

"Ieri manifestazione a mestre. Sciopero generaleo sciopero sociale generalizzato che dir si voglia. Più di diecimila persone in corteo per Mestre. Lavoratori e studenti assieme dopo molto tempo. Il corteo dell’Onda scorre pacifico e colorato per le strade della città senza problemi sotto il diluvio universale, ma non importa a nessuno. La musica di Furio ci scalda e ci fa ballare. Si arriva a Piazza Ferretto a Mestre dove ci congiungiamo coi lavoratori della CGIL senza problemi. Torniamo indietro senza problemi. Prendiamo il treno per Verona delle 12:30. Un treno normale (non speciale, non occupato). Ci sediamo in mezzo a molta gente che sta andando a lavorare, a studiare, ecc.  Il treno non parte. Al binario ci sono cinque poliziotti che spiegano che non si parte perchè SECONDO LORO ci sono troppe persone senza biglietto.

Inizia una lunga discussione che viene interrotta da una trentina di agenti in tenuta antisommossa  che arrivano sul binario. Gli animi si scaldano un pò senza che inizi nessun parapiglia. Alcuni di noi, che avevano degli impegni importanti, scoprono che ad un altro binario parte un treno per Bologna che ferma a Padova. Nel sottopassaggio troviamo ad aspettarci cinquanta tra finanzieri e carabinieri, che scambiandoci per viaggiatori “normali” ci lasciano passare.

Prendiamo il treno preoccupati per la sorte di chi è rimasto a Mestre, ma dopo poco scopriamo che anche l’altro treno è stato fatto partire.

Il treno per Verona parte con 60 min di ritardo causando disagi a moltissime persone. Di controllori nel treno per Bologna non se ne vedono.

Domande retoriche:

non basta un controllore per risolvere il problema dei biglietti?

perchè un questore dovrebbe mandare tutti quegli agenti a “controllare che tutti abbiano i biglietti”?

cosa sarebbe successo se qualche “testa calda” avesse reagito a questa penosa provocazione?

Riflettiamoci…"

 

Assemblea gestione vetrina martedì 9


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data la festività la prossima assemblea di gestione si terrà martedì 9 dicembre alle ore 15 in vetrina, salvo modifiche di orario che in caso verranno qui comunicate per cui passate a controllare i commenti a questo articolo prima di martedì.
Grazie
Berta
 


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