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Materiale Informativo (Spazio Interfacoltà)

VERSIONE DEFINITIVA DDL


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Lo trovate qui: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2009/11/ddl-versione-finale.html
 

Speciale: la riforma Gelmini


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Mercoledì 28 ottobre il disegno di legge Gelmini riguardante la riforma dell'Università è stato approvato in sede di Consiglio dei Ministri. Dopo i tagli della legge 133 e, più in generale, all’interno del processo di smantellamento dell’Università pubblica che si è ormai strutturato nel corso degli ultimi dieci anni, il testo del nuovo DDL, che ora continuerà l’iter parlamentare alle camere,  mira ad una trasformazione della governance Universitaria sulla base di un populismo  meritocratico basato nella realtà solo su tagli e privatizzazione della cultura. Presentiamo quindi questo speciale in cui si approfondisce ciò che possiamo considerare come l’atto finale del processo di distruzione dell’Università pubblica, nella speranza di animare la discussione aperta in quest'ultimo periodo e di costruire al più presto una grande mobilitazione in grado di bloccare questa riforma.



La Gelmini non ci merita! Note sulla riforma di un ministro in affanno

Ed eccoci all’atto finale della grande opera di smantellamento dell’Università pubblica italiana! Il governo ci riprova e tira fuori la riforma preparata già lo scorso anno, ma messa nel cassetto ai tempi delle straordinarie mobilitazioni dell’Onda. Spacciata  per frutto di una lunga consultazione, che è invece totalmente mancata (specie con chi l’università la vive realmente!), è una riorganizzazione che va interamente letta alla luce dei drastici tagli della legge 133 e dell’ultimo comma dell’articolo 15 della neo-riforma: “Dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

Frase che rivela ancora una volta l'assurdità di una risttrutturazione che pretende d'essere fatta "a costo zero”.

Ecco i punti principali della riforma:
  1. Ristrutturazione della governance universitaria
  2. Meritocrazia e diritto allo studio
  3. Reclutamento del personale accademico
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Due parole su Ricerca e Merito

Meritocrazia Sentiamo questa parola in continuazione. Ce la lanciano in testa quando vogliono farci piegare il capo. Ogni momento in cui dobbiamo digerire nuovi tagli, restrizioni, blocchi e porte chiuse ce la mettono davanti. E dicono che noi saremo i premiati. Noi no, non perderemo niente, saranno gli altri, i non meritevoli, gli sfigati a pagare.
[...]
Ricerca La ricerca è progresso. Tecnico, scientifico e umanistico. In qualsiasi campo essa si svolga dà il la al movimento continuo di tutta l'Umanità verso nuovi approdi sicuri, stabili e confortevoli. Quella sensazione che tutte le cose cambino di giorno in giorno verso il meglio. L'apertura all'orizzonte di uno spazio nuovo per costruire, progettare inventare ed immaginare.

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Approfondimenti:

Rassegna Stampa locale:


 

Il Nuovo DDL Gelmini


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Ufficio Stampa
La Riforma dell’Università

Le linee ispiratrici
Roma, 28 ottobre 2009

* E’ il primo provvedimento organico che riforma l’intero sistema universitario.
* Il ddl afferma il principio che l’autonomia delle università deve essere coniugata con una forte responsabilità: finanziaria, scientifica, didattica. Le università sono autonome ma risponderanno delle loro azioni. Se saranno gestite male riceveranno meno finanziamenti. Soldi solo in base alla qualità.Fine dei finanziamenti a pioggia.
* Si riforma il reclutamento del personale e si riforma la governance delle università secondo criteri meritocratici e di trasparenza.

Saranno evidenziati con una freccia (-->) i provvedimenti più significativi del Disegno di Legge

Organizzazione del sistema universitario

(entro sei mesi dall’approvazione della legge le università dovranno approvare statuti con queste caratteristiche)

* --> Adozione di un codice etico
Come è: non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni e nell’amministrazione;
Come sarà: ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.

* --> Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma.
Come è: ogni università decide il numero dei mandati;
Come sarà: un rettore non potrà rimanere in carica per più di 8 anni, con valenza retroattiva.

* Distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio d’Amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione.
Come è: attualmente vi è una confusione e ambiguità di competenze tra i due organi che non aiuta l’assunzione di responsabilità nelle scelte;
Come sarà: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate.

* Il CdA non sarà elettivo, ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del CdA potrà essere esterno.

* Presenza qualificata degli studenti negli organi di governo.

* Introduzione di un direttore generale al posto del direttore amministrativo.
Come è: oggi il direttore amministrativo è spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi;
Come sarà: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell’ateneo.

* Nucleo di valutazione d’ateneo a maggioranza esterna.
Come è: molti nuclei di valutazione sono oggi in maggioranza composti da docenti interni;
Come sarà: il nucleo di valutazione dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.

* Gli studenti valuteranno i professori
Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l’attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero

* Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili.
Come è: oggi università vicine non possono unirsi per razionalizzare e contenere i costi;
Come sarà: ci sarà la possibilità di unire o federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, di norma in ambito regionale, per abbattere costi e aumentare la qualità di didattica e ricerca.

* Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).
Come è: ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico-disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti;
Come sarà: saranno ridotti per evitare che si formino micro-settori, che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.

* --> Riorganizzazione interna degli atenei
Riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro

Reclutamento di giovani studiosi

* --> Il ddl introduce l’abilitazione nazionale come condizione per l’accesso all’associazione e all’ordinariato. L’abilitazione è attribuita  da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati.

I punti salienti:

1. --> commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri italiani e, per la prima volta, anche stranieri;
2. cadenza regolare annuale dell’abilitazione a professore al fine di evitare lunghe attese e incertezze;
3. attribuzione dell’abilitazione, a numero aperto, sulla base di rigorosi criteri di qualità stabiliti con Decreto Ministeriale, sulla base di pareri dell’ANVUR e del CUN;
4. distinzione tra reclutamento e progressione di carriera: basta con i concorsi banditi per finta solo per promuovere un interno. Entro una quota prefissata (1/3), i migliori docenti interni all’ateneo che conseguono la necessaria abilitazione nazionale al ruolo superiore potranno essere promossi alla luce del sole con meccanismi chiari e meritocratici;
5. messa a bando pubblico per la selezione esterna di una quota importante (2/3) delle posizioni di ordinario e associato per ricreare una vera mobilità tra sedi, oggi quasi azzerata;
6. procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia.

Accesso di giovani studiosi

* Il ddl introduce interventi volti a favorire la formazione e l’accesso dei giovani studiosi alla carriera accademica.

I punti salienti:

1. revisione e semplificazione della struttura stipendiale del personale accademico per eliminare le penalizzazioni a danno dei docenti più giovani;
2. revisione degli assegni di ricerca per introdurre maggiori tutele con aumento degli importi;
3. abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti;
4. nuova normativa sulla docenza a contratto, con abolizione della possibilità di docenza gratuita se non per figure professionali di alto livello;
5. riforma del reclutamento con l’introduzione di un sistema di tenure-track: contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3). Al termine dei sei anni se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminerà il rapporto con l’università maturando però dei titoli utili per i concorsi pubblici. Questo provvedimento si rende indispensabile per evitare il fenomeno dei ricercatori a vita e determina situazioni di chiarezza fondate sul merito. Inoltre il provvedimento abbassa l’età in cui si entra di ruolo in università da 36 a 30 anni con uno stipendi che passa da 1300 euro a 2100.
6. chiarificazione delle norme sul collocamento a riposo dei docenti;
7. valutazione complessiva delle politiche di reclutamento degli atenei ai fini della distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario;

Gestione finanziaria

* --> Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra MIUR e Tesoro.
Come è: i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei;
Come sarà: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio.

* --> Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario

Valutazione degli atenei

* --> Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia.

1. --> obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, di tutti i corsi di laurea e di tutte le sedi distaccate per evitare che si creino insegnamenti e strutture non necessarie.
2. valutazione dell’efficienza dei risultati conseguiti da parte dell’Anvur.

* --> I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.

* --> Scatti stipendiali solo ai professori migliori.
Come sarà: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.

* Diritto alla studio e aiuti agli studenti meritevoli
Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità.
Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore.

* Mobilità personale
Sarà favorita la mobilità all’interno degli atenei perché un sistema senza mobilità interna è un sistema non moderno e dinamico.

--> Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.

Fonte:
 

Finanziaria 2009


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La finanziaria 2009 è legge. La Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo con 273 voti favorevoli, 174 contrari e due astensioni. Si tratta di un provvedimento light, che si inserisce nel piano triennale di finanza pubblica voluto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Pochissime le modifiche apportate al testo nel corso dell'esame parlamentare
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La legge 180


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La legge 180, estratto, come pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 263 del 10 novembre 2008

Art. 1.
Disposizioni per il reclutamento nelle università e per gli enti di ricerca

1. Le università statali che, alla data del 31 dicembre di ciascuno anno, hanno superato il limite di cui all'articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, fermo restando quanto previsto dall'articolo 12, comma 1, del decreto-legge 21 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, non possono procedere all'indizione di procedure concorsuali e di valutazione comparativa, ne' all'assunzione di personale.

2. Le università di cui al comma 1, sono escluse dalla ripartizione dei fondi relativi agli anni 2008 - 2009, di cui all'articolo 1, comma 650, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

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Siamo gli studenti dell'Università di Padova che si sono riuniti dopo il varo della legge 133. Noi ci battiamo perché all'Università vengano assegnate più risorse e con criteri di maggiore trasparenza, in modo da far proseguire e progredire la Didattica e la Ricerca Italiane in un sistema dove il Sapere sia pubblico, competitivo ed aperto a tutti. Puoi proporci in ogni momento articoli, eventi e immagini, collaborare con noi: visita la redazione per saperne di più.
 

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