Una nuova protesta si diffonde nell’università. E già raccoglie l’adesione del 70% dei ricercatori di Scienze matematiche, fisiche e naturali della Federico II.«Le regole in discussione in Parlamento pregiudicano le nostre carriere e penalizzano i nostri stipendi», è la tesi che fa scattare la mobilitazione in ateneo. Dopo la stagione dell’Onda, ne comincia così un’altra all’insegna della lotta in facoltà che rischia di paralizzare parte delle attività didattiche, a partire da marzo, e le sedute di laurea, già da questo mese. I ricercatori possono farlo senza violare alcuna legge.
La protesta - Basta una sola mossa per mettere in ginocchio l’organizzazione dei corsi: «Finora abbiamo tenuto le lezioni agli studenti come i colleghi professori associati e ordinari», spiega Gianluca Imbriani, componente del consiglio d’amministrazione. «Ma noi ricercatori - aggiunge Imbriani - non abbiamo l’obbligo di svolgere questo compito, se non di supporto ai docenti. Ecco perché, per sensibilizzare tutti sui temi della riforma e per sollecitarne la revisione, ci limiteremo a svolgere le esercizioni che rientrano tra i nostri obblighi di legge».



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Nella giornata di oggi, come studenti dell'Onda Anomala padovana, eravamo in tanti sotto Palazzo del Bo' per dare il nostro "benvenuto" al nuovo Rettore Giuseppe Zaccaria(o forse bisognerebbe dire bentornato, visto il mandato di pro-rettore nei 9 anni dell'ormai ex Milanesi). Per salutare il grande evento abbiamo organizzato una bella "festa di laurea" con tanto di "papiro" satirico in cui si esprimevano le ragioni dell'Onda, ricordando le nostre mobilitazioni a Padova e in tutta Italia e comunicando fin da subito al nuovo rettore che non potrà più sottrarsi al dialogo con gli studenti (come ha fatto più volte da prorettore, minacciando anche di "mandare" la celere), soprattutto in vista dell'annunciata riforma della governance universitaria.