Questa mattina una sessantina tra studenti e precari dell'università di Padova hanno fatto irruzione all'ufficio stage e tirocini, bloccando simbolicamente l'accesso a questo spazio e chiedendo fin da subito con uno degli amministratori dell'università che gestiscono le questioni legate proprio al lavoro gratuito che gli studenti, con i provvedimenti inseriti all'interno della riforma Gelmini, saranno costretti a praticare per un periodo minimo di sei mesi, e che include gli studenti di tutte le facoltà.
Nella giornata di mobilitazione nazionale lanciata dall'assemblea nazionale del 20 dicembre a Roma, gli studenti hanno deciso di riprendere ancora una volta la parola, per ribadire che questa riforma, attraverso l'introduzione del prestito d'onore e alla definitiva svendita degli atenei a un privato che non fa altro che parassitare e rubare la ricchezza che gli studenti producono durante il loro percorso di studio ( si veda stage e obbligatori gratuiti) senza dare nulla in cambio.



In rosso: Le idee per il futuro
In giallo: I fatti
In verde: I comunicati, le idee, le segnalazioni



Questa mattina presso Palazzo del Bo, sede centrale dell’Università di Padova, era in programma l’incontro dal titolo “ La valutazione come requisito per aumentare efficienza ed efficacia”, in cui sarebbe stato presentato il rapporto annuale 2008 sull’Università di Padova. La tavola rotonda, organizzata dal Nucleo di Valutazione dell'ateneo patavino, organo chiamato a valutare la “produttività” della nostra università, sia dal punto di vista gestionale, sia dal punto di vista della didattica, vedeva fra gli invitati esponenti di spicco di Confindustria e Confcommercio, nonché il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Padova.