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REWIND 18.07 - Tribunale del Riesame: Onda libera tutti - scarcerati gli studenti

Torino 18.07 - Il Tribunale del riesame si esprime: crolla l'impianto accusatorio di Caselli, fatto di intimidazioni e carcerazioni preventiva. Tutti gli studenti dell'Onda sono usciti dal carcere, per due vengono stabiliti gli arresti domiciliari, per altri obblighi di firma e di dimora.

Sicuramente una vittoria importante, una vittoria dell'Onda che grazie alla sua straordinaria capacità di mobilitazione immediata dopo l'attacco infame subito dalla magistratura e dalla polizia. Cortei, blocchi della città, occupazioni dei rettorati in queste due settimane hanno segnato la risposta forte, radicale, immediata, indignata dell'Onda in tutte le città italiane.

16.07 - Ore 16.30, conclusa la discussione al Tribunale del Riesame, che ora è riunito per decidere. Fa caldo, caldissimo. Luglio inoltrato. L'onda non si arresta, in continuo movimento anzi. Ieri a Teramo, oggi a Torino. Sono arrivate delegazioni da tutta Italia davanti al Tribunale in attesa del riesame per i 21 arrestati nella cosiddetta inchiesta Rewind. Una lunga attesa quella del presidio che si è dato appuntamento alle ore 10.30 davanti al Palazzo di Giustizia.


  • da globalproject.info - Intorno alle 16 termina il dibattimento. Nella fase finale del dibattimento l'intervento del Pm Sparagna più che attenersi ai fatti contestati si trasforma in una arringa dai toni che ricordano quelli degli anni '70, nel dipingere gli indagati come portatori di una cultura violenta che inquina i movimenti studenteschi. Chiede la riconferma delle misure cautelari in carcere per 16 degli indagati, per due obblighi di dimora e per altri due gli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame è riunito e si attende la decisione.
L'attacco all'Onda dispiegato dalle costole girotondine del Pd, dai magistrati del giustizialismo, della difesa dello stato, dell'attacco ai movimenti, alle libertà, ai conflitti. Attendiamo le decisioni del Tribunale del Riesame, non abbiamo paura e lotteremo fino a che tutti gli studenti dell'Onda saranno liberi!
 

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Doveva essere un normale presidio davanti al Tribunale mentre Max e Benji, arrestati lunedì scorso all'interno dell'operazione Rewind, venivano interrogati dal Gip. Un centinaio di persone tra studenti dell'onda e attivisti dei centri sociali attorno alle ore 11, dopo il presidio di ieri al carcere Due Palazzi, si sono ritrovate per esprimere la loro solidarietà nei confronti degli arrestati e l'indignazione per le assurde misure a cui sono costretti. Appena i manifestanti si sono spostati per attaccare due striscioni di carta sul muro del tribunale la decina di agenti in tenusa antisommosa che si trovavano davanti all'ingresso ha indossato caschi e scudi ed ha alzato i manganelli per impedirglielo.

Dopo qualche minuto di tensione gli striscioni sono comunque stati attaccati. Gli agenti sono rimasti incordonati in assetto antisommossa. "Max, Benji, Omid, Pippo, liberi subito" e "Appalti, inceneritore... Zanonato il vero mafioso sei tu!" erano le scritte le striscioni che sono stati attaccati sul muro. Sulla stampa locale oggi infatti sono uscite le dichiarazioni del sindaco del PD, ex dirigente del Partito Comunista, appena rieletto che dice "No global come i mafiosi".

Perdendo ancora una volta una buona occasione per dire cose sensate "lo sceriffo rosso" di Padova ha dichiarato "questi signori hanno la struttura mentale tipica dei mafiosi, cioè la minaccia. Sono capaci solamente di intimomire, ma con me si sbagliano e di grosso".

Dalle pagine dei giornali secca la risposta di Luca Casarini "Se noi siamo come i mafiosi la struttura mentale di Zanonato è quella del vecchio stalinista, è un vecchio, mantenuto, stalinista. Visto che non ha mai lavorato in vita sua ma ha sempre fatto il funzionario di partito".

Intorno alle ore 12.00 l'Avv.to Aurora D'Agostino, legale dei ragazzi, uscita dal Tribunale ha spiegato che ovviamente gli imputati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Max Gallob ha fatto mettere a verbale le sue motivazioni cioè la totale insensatezza delle accuse e di queste misure cautelare adottate e il clima generale che si è creato.

 

Sull'onda delle contestazioni contro gli arresti preventivi dei giorni scorsi, l'ONDA ANOMALA PADOVANA rende visibile in luoghi strategici, come tangenziale e stazione, la determinazione nel perseguire i suoi obiettivi. TUTTI LIBERI SUBITO. Questo è quello che chiediamo in risposta ai gravi fatti della settimana. Anche oggi dimostriamo che non abbiamo intenziare di mollare. Ancora una volta lasciamo dei segni nelle nostre città.

L'ONDA NON SI ARRESTA.
MAX , OMID, BENJI,PIPPO LIBERI!
LIBERI TUTTI!!

Onda Anomala Padova

 

 

Guarda il video del corteo di Lunedì 6 luglio.

 

 

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L'associazione Antigone esprime attraverso il presente comunicato la più viva preoccupazione in riferimento all'azione giudiziaria che ha condotto all'arresto di studenti e militanti che si richiamano al movimento dell'Onda in seguito alla manifestazione torinese del 19 MAGGIO 2009. La decisione di arrestare gli imputati appare del tutto sproporzionata e immotivata rispetto all'entità dei reati contestati, peraltro quasi unicamente sulla base di immagini videoregistrate di dubbia rilevanza probatoria. Il lasso temporale intercorso tra gli eventi di Torino e la recente retata -nonché le motivazioni esplicitamente addotte dagli organi competenti per giustificarla- richiamano tristemente alla memoria una pratica, tipica del ventennio fascista, di impedimento preventivo del dissenso politico; in questo caso in vista di un evento di rilevanza internazionale, come il summit dell'Aquila.

Considerata l'assenza di precedenti della maggioranza degli arrestati e la fragilità dell'ipotesi di reiterazione di reato ( quale reato si può reiterare, se non è definitivamente provato un reato commesso?), Antigone stigmatizza fermamente questo utilizzo spropositato della custodia cautelare, valutandolo indegno di un Paese civile. Appare evidente come una simile operazione repressiva comporti un'inaccettabile alterazione della normale dialettica politica attorno a grandi eventi di interesse mondiale e sia orientata ad una limitazione intimidatoria e illegittima del diritto di tutti di manifestare liberamente, non meno inquietante di quella messa in atto nelle giornate del G8 di Genova nel 2001.

Antigone, da sempre sensibile ala tutela di diritti delle persone private della libertà personale e all'obbiettivo di ridurre al minimo l'uso delle misure detentive, invita l'opinione pubblica alla vigilanza democratica sull'evolversi della vicenda giudiziaria in corso e auspica l'immediata scarcerazione degli imputati.

 

Associazione Antigone

 

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I reati contestati sono violenza e danneggiamenti in concorso aggravato

G8 università, arresti e proteste

Fermati i responsabili degli incidenti di Torino. Bloccato
a L'Aquila il leader di un centro sociale napoletano

Un momento delle violenze  di Torino a maggio
Un momento delle violenze di Torino a maggio
MILANO - La rivolta dopo gli arresti. Il mondo universitario protesta contro le 21 misure di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri avvenuti a Torino l'ultimo giorno del G8 dell'Università, il 19 maggio scorso. Occupazioni dei rettorati in tutta Italia. Da Roma a Napoli. Da Bologna a Pisa. E il leader dei Disobbedienti del nordest, Luca Casarini che avverte: «chiunque ci sia dietro pagherà molto caro quello che sta succedendo».

LE PROTESTE- Le contestazioni sono cominciate dalle prime ore della mattina. Sono stati occupati rettorati delle università di Napoli, Milano e Pisa. A Torino gli studenti hanno spiegato che non si fermeranno: «Continueremo come sempre, inesorabili, a riprenderci i nostri spazi». Sollecitando la liberazione di tutti gli arrestati, in gran parte studenti universitari, gli esponenti dell'Onda anomala torinese che oggi sono impegnati in un presidio al Rettorato dell'Università contro l'aumento delle tasse. A Bologna dopo aver occupato il rettorato per mezz'ora, gli studenti dell'Onda sono partiti per le via della zona universitaria. Sotto le due torri hanno incontrato cinque mezzi della polizia, bloccando la strada. Una faccia a faccia durato circa dieci minuti. Poi i ragazzi sono tornati alla Facoltà di Lettere e Filosofia in via Zamboni, dove hanno indetto un'assemblea. A Roma, intanto. una trentina di studenti dell'Onda ha occupato il rettorato de La Sapienza per protestare contro la raffica di arresti. «Liberi tutti e tutte» e «L'onda perfetta non si arresta» sono gli striscioni che gli studenti hanno appeso fuori dalle finestre del rettorato: «Abbiamo deciso di proseguire a oltranza la nostra occupazione, per questo stanotte resteremo qui in alcune stanze del Rettorato. Martedì invece potremmo anche decidere di uscire per strada in corteo. Rimostranze anche a Venezia, dove una quarantina di persone si è recato in rettorato alla Cà Foscari. Dopo un incontro con il rettore Pier Francesco Ghetti, i ragazzi hanno appeso uno striscione. Il gruppo ha quindi annunciato l'intenzione di recarsi anche all'Università Iuav per incontrare il rettore Carlo Magnani. Sempre a Venezia, in una conferenza stampa improvvisata, Luca Casarini, leader dei Disobbedienti del nordest, ha sottolineato che «Pagheranno molto caro quello che stanno facendo ai nostri compagni». Secondo Casarini «dietro» quanto accaduto «c'è la mano dei servizi segreti italiani: non siamo disposti ad accettare questo tipo di imposizioni e di vergogne nazionali». A Cagliari gli studenti di «Unicamente L'Onda cagliaritana» sono entrati in assemblea permanente nella facoltà di Scienze della formazione per protestare contro le perquisizioni e gli arresti. Stessa iniziativa all'Università di Palermo dove i giovani hanno deciso di occupare le facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze politiche. Manifestazione di solidarietà, anche a Torino, nella serata di lunedì: la organizza L'Onda Anomala di Torino, a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche del capoluogo piemontese.

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