Quella di ieri é stata una bellissima serata, un'iniziativa molto ben riuscita e partecipata. Possiamo essere soddisfatti di noi stessi. Un ringraziamento speciale va a chi all'interno del gruppo di Ingegneria in Movimento si é dato da fare per produrre, organizzare e pubblicizzare l'Open Night, e ha "tenuto botta" fino all'ultimo perché fosse una bella "Notte per la Ricerca", tra questi citiamo sicuramente l'attivissimo Marco Frascati e tutti i ragazzi che hanno seguito le numerosissime riunioni di dicembre. E ovviamente un altro grande ringraziamento va a tutti i ragazzi di Ingegneria in Movimento, i numerosissimi ragazzi dello staff: siete stati grandissimi! Dalla conferenza iniziale alle presentazioni dei gruppi di ricerca, fino al concerto finale, non ci sono stati problemi di nota e tutti si sono potuti rendere conto di cosa si può fare quando ci sono volontà e impegno. A breve io e Julian caricheremo qualche foto e saranno resi disponibili i video (in primis della conferenza iniziale).
Grazie a tutti!
Segue il testo del discorso iniziale:
Buona sera a tutti,
sono Marco Frascati, coordinatore del gruppo di studenti “ingegneria in movimento”.
Inizio con la presentazione della serata, che sarà composta da questa conferenza in cui analizzeremo l'importanza della ricerca e le sue problematiche, da una fase di presentazione della ricerca di Ingegneria, e da un momento finale di socialità con musica, che si svolgerà in aula M9 a causa del tempo inclemente.
Perchè organizzare questa serata?
Questa serata scaturisce dalla proposta di “ingegneria in movimento” di cui in questo momento sono portavoce, un gruppo nato dal movimento seguito alla tanto discussa legge 133.
Dalle riunioni, incontri e assemblee che abbiamo tenuto, analizzando e discutendo il ruolo dell'università e di tutto il sistema dell'istruzione italiana, prima ancora di lanciarci in complesse discussioni di carattere politico, ci è apparso lampante che è stato commesso un grave errore di valutazione negli ultimi anni da parte di chi governa e forse anche da parte nostra.
L'errore di considerare l'istruzione e la ricerca solamente come una spesa.
Ne consegue che in momento di crisi economica, le spese vanno tagliate, e così diligentemente si “risparmia” su istruzione e ricerca. Non voglio nemmeno pensare che lo si faccia in malafede, questo porterebbe a considerazioni di una gravità incredibile.
Ma siamo sicuri che questo risparmio si traduca in guadagno? L'Italia e suoi cittadini possono davvero accontentarsi di un sistema di istruzione appena sufficiente?
Nei secoli l'Italia è stata resa grande dai suoi scienziati, dai suoi letterati, dalle sue grandi menti.
Siamo disposti a rinunciare a tutti i personaggi divenuti grandi in stretta correlazione col sistema universitario? Rinunceremmo a Galilei, Fermi e Pascoli; rinunceremmo all'unico vantaggio che ancora ci resta rispetto ad altri paesi, un vantaggio di conoscenza.
Non abbiamo risorse naturali, non siamo un popolo di grandi lavoratori, non abbiamo manodopera a basso costo.
Rinunciando alla conoscenza, non c'è fondo alla fossa che ci scaveremmo e che ci stiamo, purtroppo, scavando. La ricerca è insostituibile fonte di conoscenza, e ce ne renderemo conto più tardi. Quindi, per il nostro bene, LA RICERCA NON E' SACRIFICABILE.
L'hanno capito i paesi in via di sviluppo, che per colmare il divario investono miliardi in ricerca e sviluppo, l'hanno capito gli altri paesi europei, che pur trovando fondi per affrontare la crisi, non tolgono un euro all'istruzione pubblica.
Non accettiamo quindi i tagli della legge 133 per il concetto che c'è alla base, e non possiamo accontentarci della legge 180 perché non prospetta alcun cambiamento di mentalità.
E' indubbio altresì che una riforma dell'università è necessaria, perchè sprechi e privilegi esistono in essa, e devono essere eliminati, anche con un sistema di valutazione esterno ed imparziale della ricerca, della didattica e dei docenti.
Ma una riforma di qualità, non una serie di considerazioni di carattere puramente economico come quelle che abbiamo davanti.
E proprio nell'ottica di migliorare il sistema universitario, chi ha qualcosa da insegnare agli altri o motivo di essere orgoglioso del proprio lavoro, ed è probabilmente il nostro caso, si adoperi per insegnarlo agli altri, e non per chiedere un premio.
Guardatevi intorno, guardate tra queste fila. C'è molto probabilmente in questa sala un grande scienziato, un grande letterato, o un grande medico; che farà scoperte grandiose per il futuro di tutti noi.
Dobbiamo batterci affinché abbia la possibilità di studiare, di crescere, di avere una borsa di studio se ne ha bisogno, di lavorare e far ricerca qui in Italia, e non in un paese che, a differenza del nostro, non considera l'istruzione una spesa, bensì un investimento.
Per questo abbiamo organizzato questa serata, per vedere a cosa e soprattutto a CHI, non dobbiamo rinunciare.
Spero che a questa segua una serie di iniziative per far vedere alla gente e agli studenti cosa c'è di buono nell'università e quello che ci potrebbe e dovrebbe essere. Iniziative tese ad informare e a parlare alla gente, perchè non ottiene un risultato migliore chi urla più forte, ma chi discute più a lungo, cosa che il movimento ha dimenticato.
Capendo questo avremmo evitato di dover dimostrare fin troppe volte la NOSTRA serietà a chi ci ha “concesso” di essere qui stasera, e che voglio per questo ringraziare.
E voglio ringraziare soprattutto le splendide persone con cui ho avuto il piacere e l'onore di lavorare in questi due mesi, senza le quali tutto ciò non sarebbe stato possibile.
Grazie.
Commenti (3)
-
Mi permetto di portarvi i complimenti da parte di alcuni (molti) dottorandi del
DEI! Avevamo paura che il mondo della ricerca universitaria fosse ormai scollato
dal mondo "reale", anche dal mondo degli studenti delle lauree triennali
e specialistiche.
Invece siete riusciti a riempire le aule di fronte a dottorandi, assegnisti,
borsisti, professori, che raccontavano cosa si fa nei nostri dipartimenti!
Bravi, grazie, e in bocca al lupo per i prossimi appuntamenti!
-
|SAdministrator |Y-m-d H:i:s alberto.ing - re:antonio.ing ha scritto:Troppo facile ringraziare Marco Frascati, che é quello che ha parlato alla
conferenza iniziale e che abbiamo scelto come nostro portavoce.
e dai i complimenti erano per tutti, e anche per il bellissimo volantinone a
colori che ho
prontamente stampato e attaccato nelle mie aule! Non te la sarai presa a male
perché ho citato Marco... alla fine è stato anche lui che ha martellato con
quest'iniziativa, e per questo un grande merito ce l'ha. Poi siete stati grandi
tutti, e non sai quanto mi è dispiaciuto vedere tutto già pronto e pensare che
non sono riuscito a dare una mano pratica in queste ultime settimane che non sia
stata per portare gente, volantini e sito; purtroppo ingegneria è capace di
segare molti entusiasmi con i suoi tempi assurdi.
Però alla prossima ragazzi.
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2













conferenza iniziale e che abbiamo scelto come nostro portavoce. Dietro a questa
open night ci sono persone che si sono, lasciamelo dire, fatte un mazzo tanto.
Cito alcuni dei nomi di queste persone: Valentina, Luca, i tre Marco: Morandini,
Frascati, Maschietto, Nicola, Ilaria, Paolo, Flora, Andrea, Amedeo Elia, Tommaso
e tutto l'appartamento di via Ognissanti: grandioso il brulé :-), Giacomo ed
Eugenio, e l 'elenco continua e continua...
Ora abbiamo una grande sfida da portare avanti: la campagna per sensibilizzare
gli studenti sull'importanza di attivarsi continua, e a breve c'é l'appuntamento
elettorale, dove siamo presenti con una lista di ingegneri "al
lavoro"... ma per ora: godiamoci un po' di sano relax!