Non credo sia giusto condannare aprioristicamente il lavoro di riforma
intrapreso dalla Gelimini. Che tale processo sia necessario e non
procastrinabile credo sia condiviso da tutti. Certo vi è la forte preoccupazione
che questo possa essere l'ennesimo scempio da aggiungere alla galleria, ma,
almeno dalla sola lettura delle linea guida, la direzione intrapresa non mi pare
cosi aberrante. Si, sotto il velo dei maggiori poteri al consiglio di
amministrazione sembra spuntare un pericoloso demone, ma mi sembra più che altro
un passaggio obbligato per le malgestite e dispendiose università pubbliche.
Per quanto riguarda gli altri passi evidenziati invece, la possibilità di
fusione delle facoltà non mi sembra celare particolari pericoli, ci penserà il
nostro beneamato campanilismo a bilanciarne la portata, negli altri casi
potrebbe portare solo a benefici. Per i ricercatori il cambaiamento sembra mosso
secondo coscienza, ma in realtà la loro situazione rimane precaria quanto prima.

Nel mezzo molti aggiustamenti, perfezionamenti e vere e proprie novità
assolutamente non disprezzabili. Sottolinerei anche queste dai.