Mercoledì 28 ottobre il disegno di legge Gelmini riguardante la riforma dell'Università è stato approvato in sede di Consiglio dei Ministri. Dopo i tagli della legge 133 e, più in generale, all’interno del processo di smantellamento dell’Università pubblica che si è ormai strutturato nel corso degli ultimi dieci anni, il testo del nuovo DDL, che ora continuerà l’iter parlamentare alle camere, mira ad una trasformazione della governance Universitaria sulla base di un populismo meritocratico basato nella realtà solo su tagli e privatizzazione della cultura. Presentiamo quindi questo speciale in cui si approfondisce ciò che possiamo considerare come l’atto finale del processo di distruzione dell’Università pubblica, nella speranza di animare la discussione aperta in quest'ultimo periodo e di costruire al più presto una grande mobilitazione in grado di bloccare questa riforma.La Gelmini non ci merita! Note sulla riforma di un ministro in affanno
Ed eccoci all’atto finale della grande opera di smantellamento dell’Università pubblica italiana! Il governo ci riprova e tira fuori la riforma preparata già lo scorso anno, ma messa nel cassetto ai tempi delle straordinarie mobilitazioni dell’Onda. Spacciata per frutto di una lunga consultazione, che è invece totalmente mancata (specie con chi l’università la vive realmente!), è una riorganizzazione che va interamente letta alla luce dei drastici tagli della legge 133 e dell’ultimo comma dell’articolo 15 della neo-riforma: “Dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.Frase che rivela ancora una volta l'assurdità di una risttrutturazione che pretende d'essere fatta "a costo zero”.
Ecco i punti principali della riforma:
- Ristrutturazione della governance universitaria
- Meritocrazia e diritto allo studio
- Reclutamento del personale accademico
Due parole su Ricerca e Merito
Meritocrazia Sentiamo questa parola in continuazione. Ce la lanciano in testa quando vogliono farci piegare il capo. Ogni momento in cui dobbiamo digerire nuovi tagli, restrizioni, blocchi e porte chiuse ce la mettono davanti. E dicono che noi saremo i premiati. Noi no, non perderemo niente, saranno gli altri, i non meritevoli, gli sfigati a pagare.[...]
Ricerca La ricerca è progresso. Tecnico, scientifico e umanistico. In qualsiasi campo essa si svolga dà il la al movimento continuo di tutta l'Umanità verso nuovi approdi sicuri, stabili e confortevoli. Quella sensazione che tutte le cose cambino di giorno in giorno verso il meglio. L'apertura all'orizzonte di uno spazio nuovo per costruire, progettare inventare ed immaginare.
Approfondimenti:
- La riforma del gattopardo - di Alessandro Dal Lago
- Tavolo rotonda verso l'assemblea nazionale del 20 novembre - da Il Manifesto
- Disoccupati ad honorem. Il paese dei laureati in fuga - da Repubblica
- «Per l'Università ci vuole welfare» - intervista a Luciano Gallino - da Il Manifesto
- «Fondi per studiare, e non privatizzati» - da Il Manifesto
- Via libera all'agenzia per la valutazione - da Unimagazine.it
- Università. Sigle della docenza criticano il DDL - da Unimagazine.it
Rassegna Stampa locale:
- Il Bo' annuncia l'aumento delle tasse - Il Mattino di Padova
-
Il Bo si prepara ai tagli del governo: lunedì prossimo senato straordinario - Corriere dela Sera












