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Home Notizie e Novità NIENTE DA INAUGURARE, NIENTE DA FESTEGGIARE!

NIENTE DA INAUGURARE, NIENTE DA FESTEGGIARE!


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Ed ecco che s riaccende quell'emozione che ci ha trascinato in questa prima parte dell'anno. Quell'emozione che ci ha visto esplodere di gioia ogni giorno, per mesi. Quell' emozione che nasce dalla consapevolezza che ci stiamo riprendendo i nostri spazi, la nostra capacità di elaborazione, il nostro desiderio incontenibile di prendere una posizione chiara sul nostro presente e sul nostro futuro. Quell’emozione che migliaia di persone hanno costruito insieme per difendere la propria università, la propria vita, il proprio futuro in questa prima parte dell'anno.

Ed è da qui che si ricomincia. Dall’esigenza di rimetterci in gioco e dalla consapevolezza che tanta strada c’è ancora da percorrere per raggiungere i nostri obbiettivi. Ma un altro punto imprescindibile da cui partire è la mutata situazione politica che ci troviamo ad affrontare.

Abbiamo visto come il governo abbia approvato la legge 133 e il decreto Gelmini durante le vacanze di Natale, mostrando chiaramente di temere la reazione di quel movimento, l’onda anomala, che con la sua forza e il suo pragmatismo aveva messo in seria difficoltà la riuscita di quel progetto di dismissione dell’università pubblica che questo governo sta tentando di attuare.

Ma non solo, abbiamo anche dovuto tristemente veder avverarsi quel che l’onda anomala aveva fin da subito sospettato potesse succedere: il 9 gennaio è stato approvato il DL 180, ora legge 1/09, che accoglie tutte le richieste aquis sulla ridistribuzione dei tagli , creando università di serie A e università di serie B, sulla base di criteri puramente finanziari e autodefiniti.

E come se non bastasse abbiamo dovuto anche leggere che il nostro rettore, rappresentante e portavoce del gruppo aquis, ringraziava gli studenti per essersi mobilitati e per essere riusciti a raggiungere gli obbiettivi comuni augurandosi la nascita di una fiorente collaborazione tra questo governo e gli atenei che si autodefiniscono virtuosi.

Ma la realtà che gli studenti si ritrovano a discutere parla di qualcosa di completamente diverso. E' una realtà immutata rispetto alla situazione precedente, anzi, se è possibile, è addirittura peggiorata. Quel progetto di dismissione dell'università pubblica che veniva così fortemente contestato nella prima parte dell'anno rimane invariato. Mai una volta gli studenti dell'onda avevano posto la questione sul come fossero distribuiti i tagli, ma avevano contestato direttamente il prodursi di questi e la conseguente decisione di abbandonare l'idea di un'università vista come patrimonio, come ricchezza, e di assumere invece l'idea che questa sia una spesa inutile su cui si può risparmiare per far quadrare i conti. Gli studenti dal canto loro avevano fin da subito chiarito che l'unica trattativa possibile poteva partire dal ritiro di questa operazione di abbandono, di "non-riforma".

Ma arriviamo al nocciolo della questione. Il 9 marzo le autorità accademiche hanno deciso che anche quest'anno, in un periodo in cui l'università come bene pubblico, bene comune, viene messa fortemente in crisi, fosse arrivato il momento di celebrare quella cerimonia solenne e farsesca dell'inaugurazione dell'anno accademico.

Oggi noi vogliamo ribadire che la loro lotta, fatta di speculazione e giochi di potere, non è la nostra lotta. L'onda anomala vuole ribadire a tutti quelli che fanno orecchie da mercante, che la nostra presa di posizione è solo l'inizio, che l'unica trattativa possibile nasce dal ritiro delle leggi finora prodotte da questo governo che trattano i vari gradi di formazione del nostro paese, e che l'aquis e le sue strategie nulla hanno a che fare con i discorsi e le rivendicazioni che l'onda ha prodotto in questi mesi.

L'università d'eccellenza per noi dovrebbe essere quella che concede spazi di libertà agli studenti, che permette la costruzione di un sapere che ci dia gli strumenti per poter analizzare il nostro presente per poterlo trasformare, che fornisce ai suoi studenti quei servizi, come la casa o i trasporti che in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo sono ormai diventati un lusso per pochi.

Siamo ancora qui a comunicarvi che l'università che noi vogliamo è un'altra, e ce la stiamo costruendo giorno per giorno, settimana per settimana, nel nostro ateneo e in tutti gli atenei del paese, attraverso quel progetto di autoriforma che abbiamo prodotto insieme in questi mesi frenetici.

Ma sappiamo che non c'è nessun anno accademico da inaugurare, non c'è niente da festeggiare, e che qui come a Torino, Roma, Bologna, Trento, Genova, Alessandria l'onda anomala si riprenderà spazi e parole che le si vorrebbero negare.

 

Lunedì 9 marzo ore 9:00 partenza corteo Piazza Capitaniato.

ONDA ANOMALA PADOVA

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