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Home Notizie e Novità Torino, in 10.000 contro il G8, cariche e scontri nella zona rossa

Torino, in 10.000 contro il G8, cariche e scontri nella zona rossa


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L'Onda anomala torna ad invadere le strade, a bloccare le città e a rilanciare il conflitto introno al nesso formazione-lavoro a partire dalla contestazione dell'illeggittimo e insostenibile G8 University Summit . Diecimila studenti a Torino decidono di attraversare il centro dopo il concentramento al Block G8 Building, sanzionando banche e agenzie interinali, urlanco ancora che "Noi la crisi non la paghiamo". Tutta l'Onda decide di violare la zona rossa, di non accettare divieti rispetto alla libertà di movimento e di tentare di raggiungere il luogo dell'illeggittimo summit della lobby baronale dei rettori: abbiamo difeso il corteo dalle cariche e denunciamo l'uso pesante e spropositato di lacrimogeni lanciati ad altezza uomo contro gli studenti. Ancora un'altra Onda che travolge il G8 dell'Università, ancora un'altra volta manifestiamo il nostro dissenso, giorno dopo giorno in ogni facoltà costruiamo l'autoriforma, la riappropiazione di reddito, la produzione autonoma di saperi!

Comunicato dell'Onda - L'Onda Perfetta è l'onda migliore, quella da cavalcare che vale una vita per tutti i surfisti. Quella espressasi questa mattina a Torino è stata l'Onda migliore possibile. Abbiamo dimostrato, a mesi di distanza dalla mobilitazione dell'autunno, dopo che in molti già ci davano per morti, di esserci e di essere.Oggi siamo scesi in piazza per una nuova grande mareggiata, invadendo le strade di una Torino blindata per proteggere Baroni e feudatari dell’università in crisi. Siamo giunti da tutta Italia (qualcuno anche da oltre confine) per esprimere tutta la nostra contrarietà a questo insostenibile G8 dell’università. Abbiamo respinto l'arroganza del G8 dei rettori, asserragliati al castello del Valentino, tentando di stanarli, provandoci, credendoci, con la determinazione e la partecipazione di chi sa che in ballo c'è il proprio futuro.

Abbiamo contestato l’illegittimità del G8 University Summit ribadendo che i rettori e la CRUI, che promuoveva il vertice, sono i rappresentanti (il)legittimi di una università che sopravvive tra le macerie. Noi siamo invece l’espressione concreta di una rappresentanza impossibile che non delega a nessuno istanze, vertenze, progetti.

10.000 studenti da tutta Italia in una marcia veloce, gioiosa ma incazzata, determinata e convinta, che in fretta e furia ha raggiunto la sede del summit, senza dimenticarsi di colpire i simboli della crisi (banche e agenzie del lavoro), per tentare di sfondare il muro di un esercito frapposto tra i propri bi-sogni e le autorità di un'università che di sostenibile non ha assolutamente nulla.


Oggi abbiamo fatto presente, ancora una volta, che la crisi noi non la pagheremo e che anzi utilizze

remo ogni occasione per rovesciarvela contro. Sapendo che questo è solo un momento di passaggio, tra lo straordinario autunno che ci siamo lasciati alle spalle e quello a venire, denso di aspettative e nuovi spazi di azione dentro la crisi.
A fine corteo, un’assemblea pubblica, collettiva e condivisa cui hanno partecipato tutte le articolazioni locali dell’onda, ha deciso di assumersi nella totalità gli eventi e le pratiche messe in campo in questa giornata di conflittualità e riappropriazione di spazi e visibilità. L’assemblea ha inoltre espresso solidarietà ai due arrestati, richiedendone l’immediata liberazione. Non li lasceremo soli!

Ecco l’onda perfetta…

Onda Anomala_Italia

 

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Commenti (3)
  • mirco.ing  - Complessità
    Scrivo per precisare che c'è molta più complessità nel movimento dell'Onda,
    rispetto a quella che traspare da questo articolo.
    Una parte degli studenti non condivide le iniziative violente compiute martedì a
    Torino: molti sono rimasti a casa, molti sono andati comunque a manifestare
    (anch'io) ma se ne sono rimasti ben lontano dagli scontri, per non prenderne
    parte. Sinceramente io ero andato a Torino soprattutto per partecipare
    all'assemblea, che però per quel poco che ho potuto assistervi (siamo partiti
    presto) sembrava un'auto-celebrazione degli scontri appena compiuti.
    Scontri che sono stati causati da una parte degli studenti (non facciamo le
    vittime, la celere si è difesa) e che hanno ferito dei poliziotti. Scontri che,
    per come la penso io e per i ragionamenti che sento tra la gente comune, hanno
    incrinato pesantemente la credibilità dell'Onda. Sarebbe un vero peccato aver
    buttato via mesi di mobilitazioni non violente e molto partecipate. Certo, posso
    capire che appunto mesi così impegnativi, che soprattutto non hanno portato a
    risolvere il problema legislativo dei tagli (la legge è passata), possano aver
    sfibrato, sfiduciato molti di noi, al punto da fargli preferire la via violenta.
    Ma non è questa la strada, il potere non aspetta altro per denigrarci. Non
    diamogli le occasioni per farlo. E' lui nel torto, non dobbiamo
    auto-squalificarci e passare anche noi dalla parte del torto.
    Ora la mia speranza è che tutti gli studenti che odiano la violenza e desiderano
    la verità partecipino alle prossime mobilitazioni, perché solo con la
    partecipazione si possono far pesare le proprie idee. Stare fuori dal movimento
    e criticarlo per le proprie scelte è profondamente illegittimo e troppo comodo.
    Ciao a tutti
  • antonio.ing
    Spezzo una lancia in favore del commento di Mirco, pur non essendo potuto venire
    a Torino, ho modo di capire e di appoggiare con forza la posizione espressa.
  • Stefano
    questo è il comunicato steso a torino dagli studenti di tutta italia che
    volevano parteciparvi.
    è bene notare che al momento dell'impatto con la polizia tutti gli studenti(a
    parte quelli aderenti ai partiti e qualche caso isolato) sono rimasti sul
    posto,seppur, giustamente, più indietro per non rimanere coinvolti negli
    scontri.
    L'obiettivo dichiarato fin da subito era quello di bloccare l'incontro dei
    rettori, dichiarato illegittimo soprattutto per il mancato invito del corpo vivo
    dell'università, ossia gli studenti dell'Onda. cosa sarebbe successo se avessero
    invitato gli studenti? cosa sarebbe successo se NON ci fosse stata la polizia?
    di certo, anche se avessimo raggiunto i rettori, non li avremmo di certo
    ammazzati o pestati!!! forse semplicemente non sarebbe successo nulla!
    su una cosa sono d'accordo: il tentativo di criminalizzare il movimento, sulla
    base di una separazione tra violenti e non violenti, è reale!
    ma noi non dobbiamo fare l'errore di cadere in questa sciocca dicotomia,
    altrimenti finiremo per fare il loro sporco gioco!
    citando macchiavelli: "i rapporti tra gli uomini si basano su rapporti di
    forza" e in questa occasione gli studenti dell'Onda hanno mostrato tutta la
    determinazione nel cercare di conquistare un futoro migliore!
    la storia insegna...i diritti che oggi abbiamo (e ci stanno togliendo) non ce li
    hanno di certo regalati per bontà d'animo...
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